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PURIM

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Una riflessione di Bruno Di Cori sulla festa di Purim


Oltre alle tre feste comandate nella Torah (Pesah, Shavuot e Sukkot) nella liturgia ebraica esistono due feste che celebrano avvenimenti posteriori alla Torah: Purim e Hanukkah.

Hanukkah è il trionfo della spiritualità. Durante la dominazione greca in Eres Israel era proibita fra l'altro, la circoncisione, ma soprattutto il Santuario era stato profanato: era in pericolo la spiritualità degli Ebrei. La rivolta di Bar Kochbà liberò gli Ebrei dai Greci e accadde un miracolo per cui fu ritrovata un'ampolla di olio sacro necessario per accendere il lume del Santuario in quantità sufficiente per un giorno. Il miracolo fu che quella minima quantità di olio durò 8 giorni, tanti quanti erano necessari per produrne di nuovo.

Purim invece è il trionfo del materialismo. Nel IV sec. a.e.c. gli Ebrei deportati da Nabucodonosor vivevano in Persia e un ministro del re Assuero, Haman, notò che un suddito non si inchinava al suo passaggio. L'indagine rivelò trattarsi di Mardocheo, ebreo, e allora con una logica ripetutasi molte volte nei secoli si arrivò alla "generalizzazione", sistema adatto a menti sempliciotte che non sanno riflettere. Se Mardocheo è colpevole, ebbene tutti gli ebrei lo sono, trattandosi di minoranza con usanze differenti dalla massa. Il diverso desta sempre sospetto.

Con una logica tutta mediorientale, Haman tira a sorte (= pur da cui il nome della festa) la data che risulta 11 mesi dopo. E' noto che la chiave del successo di qualsiasi azione è la sorpresa. Al contrario gli ebrei hanno 11 mesi per prepararsi.
Mardocheo sventa il piano e il re condanna lo stesso Haman, sospettato di voler organizzare un colpo di stato.

Nel giorno della festa di Purim (20 marzo per quest'anno 5771) 0aè permesso mascherarsi e bere oltre ogni limite (trionfo del materialismo). Ciò può sembrare negativo, ma in realtà significa che in tutti gli altri giorni dell'anno non ci si può mascherare, si deve mostrare la propria identità senza deviazioni né debolezze.


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