Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

quinta parola

LA QUINTA PAROLA

1. Dare il peso dovuto al padre e alla madre
.......... Ascolta tuo padre che ti ha generato,
.......... non disprezzare tua madre quando è vecchia.
.......... Acquista la verità e non rivenderla,
.......... la sapienza, l'educazione e la prudenza.
.......... Il padre del giusto gioirà pienamente,
.......... e chi ha generato un saggio se ne compiacerà.
.......... Gioiscano tuo padre e tua madre
.......... e si rallegri colei che ti ha generato (Prov 23, 22-25).

La maggioranza delle «dieci Parole» è espressa in forma negativa. Quella che prescrive di onorare padre e madre è invece formulata in modo affermativo ed è simile, in questo, alla precedente riguardante l’osservanza del Sabato. Entrambe sono strettamente collegate anche nel libro del Levitico, dove si legge: «Ognuno di voi rispetti sua madre e suo padre; osservate i miei sabati. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lev 19, 3). Soltanto nel riportare queste due «Parole»,inoltre, il testo del Deuteronomio aggiunge: «...come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato» (Dt 5,12.16). Finalmente, come ha osservato Martin Buber, queste e soltanto queste tra le «dieci Parole»sono legate al tempo: a quello ricorrente ogni settimana la prima, alla successione delle generazioni la seconda.Tale visione ampia, intergenerazionale, è essenziale per capire il senso del comandamento. Èrichiesto ai figli di onorare, letteralmente di «dare il peso dovuto», sia al padre che alla madre. Il contesto del decalogo, come di ogni lista del genere, si rivolge innanzitutto a persone adulte. Anche questo precetto, quindi, è rivolto primariamente a figli grandi e si riferisce al loro dovere di provvedere ai genitori anziani. Così, infatti, è stato generalmente interpretato nella letteratura rabbinica, sebbene non sia da escludere che possa essere letto anche come monito per bambini e ragazzi di rispettare, ubbidire e amare i propri genitori. L’orizzonte dell’obbligo non si ferma però alla singola famiglia ma si estende alla comunità più vasta, al popolo intero. Un aspetto eccezionale del comandamento, già notato nella Lettera agli Efesini (Ef 6,1-3), è l’annuncio di un compenso concreto per la sua osservanza fedele: una vita che si prolunga in pienezza nella terra donata dal Signore. Quest’aspetto, insieme all’uso insolito dell’imperativo «onora», ne suggerisce una provenienza sapienziale. L’onore reso ai genitori e quello tributato a Dio e ai suoi comandamenti sono inoltre strettamente collegati, come sono intimamente connesse le relazioni con l’Eterno e con coloro che ci hanno trasmesso il dono della vita. Se si cerca di formulare l’intenzione del comandamento di onorare padre e madre si può affermare che vuole proteggere la famiglia, non per se stessa, ma poiché è il luogo in cui viene alimentato e custodito un vivo rapporto con il Signore.


2. Una generazione anche spirituale

I rapporti familiari, specialmente in passato, sono stati spesso governati da una cultura patriarcale o, più raramente, matriarcale. Onorare i genitori o qualsiasi persona anziana è stato quindi considerato naturale. La Mishnah non include discussioni sul comandamento di onorare i genitori, ma lo ritiene scontato; soltanto nel passo già citato (m. Peah I, 1) indica i frutti dell’osservanza. Anche negli altri testi della letteratura rabbinica è difficile trovare un’analisi del comandamento, mentre le discussioni su situazioni concrete sono molto frequenti. Si possono, così,trovare vari accenni a rabbini che si prendono cura amorevole dei genitori anziani anche quando le loro capacità mentali sono compromesse. Nella letteratura rabbinica spesso il ruolo del maestro viene equiparato a quello del genitore. Di Rabbi Meir si racconta che mantenne il rispetto filiale verso il suo maestro Elisha ben Avuyah anche quando quest’ultimo perse la fede e divenne apostata. Il concetto del genitore da onorare si espande dunque ben oltre i propri familiari fino a
comprendere il rapporto tra cristiani ed ebrei. La loro relazione, infatti, oltre ad essere di fratellanza contiene, per i cristiani, anche la dimensione del rapporto di figli con i propri antenati. Non si può dimenticare che, sebbene l’Ebraismo abbia conosciuto uno sviluppo continuo ed a volte parallelo al Cristianesimo, ne costituisce anche la radice (vedi Rom 11, 16-18). Per i cristiani, quindi, il rispetto
per l’ebraismo e per i fratelli ed antenati ebrei può essere espressione viva e vitale della «quinta Parola».


3. La cura degli anziani

Con un riferimento implicito anche al comandamento tema di quest’anno, papa Benedetto XVI ha affermato: «Le “Dieci Parole” chiedono di conservare e promuovere la santità della famiglia, in cui il “sì” personale e reciproco, fedele e definitivo dell’uomo e della donna, dischiude lo spazio per il futuro, per l’autentica umanità di ciascuno, e si apre, al tempo stesso, al dono di una nuova vita. Testimoniare che la famiglia continua ad essere la cellula essenziale della società e il contesto di base in cui si imparano e si esercitano le virtù umane è un prezioso servizio da offrire per la costruzione di un mondo dal volto più umano».
Nel nostro tempo, con i cambiamenti demografici in atto, la cura per i genitori anziani e per quanti sono avanti in età, come per i malati in genere, prende nuovi e molteplici aspetti. Certamente in questo senso la tradizione ebraica può essere d’esempio per tutti. D’altra parte, la cura degli anziani – siano essi ebrei, musulmani o cristiani – richiede particolare attenzione al rispetto della dignità della persona, anche in situazioni difficili. Tale attenzione si concretizza in molte istituzioni sia ebraiche che cristiane, ma anche nelle iniziative di associazioni e persone private. Essa può indicare un modello per un dialogo interreligioso a livello della vita che non riguarda soltanto le nostre fedi.


Joseph Sievers

Home Page | Organizzazione | Statuto e soci | Attività | News | Convegni e congressi | Documenti del dialogo | Approfondimenti | Album | Siti collegati | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu