Il suono dello shofar
La sera del 9 settembre 2010, per tutti gli ebrei, in tutto il mondo si apre il nuovo anno, il 5771.
E che siano o meno osservanti, tutti festeggiano Ròsh ha- Shanà, con una cena festosa , preceduta dalla benedizione delle candele da parte della donna di casa e dal qiddùsh sul vino da parte dell'uomo. Per tradizione si mangia anche un pezzo di mela col miele, come augurio per il nuovo anno, che sia dolce.
Il servizio liturgico del mattino seguente, si apre con il suono dello shofar, strumento usato fin dai tempi biblici per richiamare le persone alle assemblee sacre.
Il significato spirituale di questa festa si può comprendere meglio alla luce della festività che segue dopo 10 giorni, il grande giorno del pentimento, lo Yom Kippùr.
E' un periodo intenso di riflessione, in cui, con preghiere e lezioni dalla Scrittura si acclama D.o come Padre e Re, ma anche come esaminatore delle azioni umane.
Il timore del giudizio è però addolcito dalla certezza che la preghiera per il perdono sarà ascoltata:
" Apri per noi i cancelli, poiché il giorno se ne va, il sole tramonta; noi vorremmo oltrepassare i Tuoi cancelli…Signore che è Re, che siede sopra il trono della misericordia, che Si regge sulla dolcezza, perdonando i peccati del Suo Popolo…"
Siamo tutti invitati, nel rispetto delle differenze, a condividere spiritualmente con i nostri fratelli, un periodo così importante di valutazione delle nostre azioni e di impegno per la riconciliazione.
(da un articolo di Adelina Bartolomei , pubblicato sulla "Lettera della Fraternità degli anawim" n° 140)